Acque
L' acqua che passa fra il fango di certi canal
tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri
chissà se è la stessa lucente di sole o fanal
che guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri.
Si può stare ore a cercare se c'è in qualche foss
quell' acqua bevuta di sete o che lava te stess
o se c'è nel suo correre un segno od un suo filo ross
che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.
Ma l' acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest' aria bassa
ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...
E cade su me che la prendo e la sento filtrare
leggera infeltrisce i vestiti e intristisce i giardini
portandomi odore d' ozono, giocando a danzare
proietta ricordi sfiniti di vecchi bambini
colpendo implacabile il tetto di lunghi vagoni
destando annoiato interesse negli occhi di un gatto
coprendo col proprio scrosciare lo spacco dei tuon
che restano appesi un momento nel cielo distratto.
E l' acqua passa e gira e colora e poi stinge, cos'è che mi respinge e che m' attira
acqua come sudore, acqua fetida e chiara, amara senza gusto né colore
Ma l' acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest' aria bassa
ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...
E mormora e urla, sussurra, ti parla, ti schianta
evapora in nuvole cupe rigonfie di ner
e cade e rimbalza e si muta in persona od in piant
diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero
Ma a volte vorresti mangiarla o sentirtici dentro
un sasso che l' apre, che affonda, sparisce e non sente
vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centr
di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente.
Acque del mondo intorno di pozzanghere e pianto, di me che canto al limite del giorno
tra il buio e la paura del tempo e del destino freddo assassino della notte scura.
Ma l' acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest' aria bassa
ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...